INTROSPETTRI

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Penelope non riesce a morire

Giace distesa su letti immaginari,
su ormai antiche polveri.
 
Attende…
 
Penelope distrugge nell’ennesima notte
i sogni ed il suo incubo,
è la dote per chi muore in lei…
 
Penelope non riesce a morire,
a togliersi quel nome.
 
Muove passi di una danza statica,
i suoi piedi cinti a massi,
la sua anima è un’ode tragica.
 
Penelope non riesce a morire.
 
Lubrifica catene col suo sangue,
mastica la seta su di sè,
non riesce a togliersi…
 
…quel nome.
 

 
Testo

1. Penelope Non Riesce a Morire
Medulla  

Il gancio da macellaio

Il gancio da macellaio
ti prende alla base del cranio
ed esporta e decodifica la tua follia biochimica.
 
Il gancio da macellaio
ti prende alla base del cranio
ed opera come il bisturi di un chirurgo primario
che scinde corpo ed anima,
sventra la sua vittima
con lente matematica,
macchina che macina…
 
Finchè
scorge un ricordo infrangersi
su specchi instabili,
raccoglie il fumo assaporandone l’antico aroma…
“Sopraffatto vinse ed io, sconfitto,
mi abbandonai alla verità
al di là da me”
 
Il gancio da macellaio
ti prende alla base del cranio,
libera l’incognita di un’equazione isterica.
 
Il gancio da macellaio,
quello che ti prende alla base del cranio,
è il Daimon del pittore che dipinge
con un solo colore primario
e imprime nella tela
l’ossessione lancinante
divorata dall’attesa
 
Perchè
scorse un ricordo infrangersi
su specchi instabili,
raccolse il fumo assaporandone l’antico aroma…
“Sopraffatto vinse ed io, sconfitto,
mi abbandonai alla verità
al di là da me”
 

 
Testo

2. Il Gancio da Macellaio
Medulla  

Favola Noir

…e non mi dire che è sempre facile
lasciare le mie labbra a mordere
mentre il mondo scivola sulle mie palpebre
e non curarsi mai di quel che avviene,
se in mezzo poi ci siamo anche noi due…
 
Sorreggimi mentre un cavallo scalpita
nella mia tempia.
Scuotimi da questa polvere
che mi nausea.
 
E poi vestimi con una lacrima
ed io sarò la tua favola noir.
 
…e non mi dire che è sempre facile
lasciare le mie mani a stringere…
 
Sorreggimi mentre un cavallo scalpita
nella mia tempia.
Scuotimi da questa polvere
che mi nausea.
 
E poi vestimi con una lacrima
ed io sarò la tua favola noir.
 
Vestimi con una lacrima
e nascondimi in una favola,
vestimi con una lacrima
e poi scordami…
 

 
Testo

3. Favola Noir
Medulla  

Tarantole

Tarantole germogliano tra campi di papaveri inconsueti e
margherite a cui non toglieremo mai l’ultimo petalo.
Tarantole germogliano tra campi di papaveri inconsueti e
stracciano gli steli della nostra alchimia.
 
Ritraggono su carne estivi firmamenti purpurei,
lacerano terre di uomini precipitati e mai raccolti.
 
La pace giunge quando non vi è più bisogno di lei.
La pace giunge quando non vi è più…
 
Scintillano tra urla che si assopiscono solo un po’ alla volta
tra corpi che smettono di agitarsi, tra denti ridenti di follia.
 
La pace giunge quando non vi è più bisogno di lei.
 
“Ho visto un desiderio nascere, udito un sospiro vibrare.
Protese le braccia per accoglierle, ne ho sfiorata l’abissale distanza”
 
Tarantole ingozzano, bocche esagitate e scorgono la nostra perdita…
Tarantole germogliano.
 

 
Testo

4. Tarantole
Medulla  

Raptus

Perpetui tramonti e circostanze,
tremori brillanti di poesia
che mutano pensieri in calici amari.
Ristora le membra in acque e lune,
ricopri di petali gli occhi e i sogni miei.
 
Che raptus mi porta via da me…
Che raptus mi porta via da me…
 
Raptus si sbriciola biscotti di speranze in latte e sa
goderne a pieno l’anima.
Raptus si sbriciola biscotti di poesia in latte e sa
goderne a pieno l’anima ormai gelida…
 
Ma tu portami via…
Trascinami via…
Portami via da lui…
 
Che raptus mi porta via da me…
 

 
Testo

5. Raptus
Medulla  

 
 
PUBBLICATO NEL 2010                                          TRACCE TOTALI 11
 
 

RECENSIONE ROCK REBEL MAGAZINE 07.01.2011

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